domenica 13 maggio 2012

Cap 2 parte 3


Il mio primo part-time fu al “Bamyan”, e io ho versato il ramen

Dal primo al terzo anno delle superiori la mia paghetta era di 5000 yen al mese. Non so quanto le altre ragazze ottenevano, ma per me questa era una somma abbastanza ristretta. Purikira costano 400 yen ciascuno, quando andavo al Karaoke, anche se di pomeriggio in un giorno feriale mi costava 500 yen, e anche per andare a Shibuya e Harajuku mi costava 500 yen il biglietto ferroviario.

Per i vestiti, se ci fosse qualcosa che volevo potevo chiedere a mia madre. Se il momento era giusto, lei avrebbe magari potuto comprarmi qualcosa, ma non è che lei sempre mi comprasse qualcosa in qualsiasi momento. Perciò ho deciso di lavorare part-time servendo i clienti nel vicino “Bamiyan”.
  
Ho scelto “Bamiyan” perché andavo li spesso come cliente e amavo questo posto. Il loro “annindoufu” è così buono! Guadagnavo 850yen l'ora. Quando uscivo dalla scuola, andavo a lavorare li dalle 5 alle 9 o 10 di sera per 2 o 3 giorni alla settimana. A causa di come erano i turni di lavoro il mio coprifuoco è stato prorogato ( così, spesso, dicevo “Devo lavorare ancora” e invece andavo a divertirmi!).

Questo fu il mio primo part-time. Non ero molto brava a parlare con la gente che non avevo mai incontrato prima. Così incontrando persone sconosciute e dovendo “benvenuto” o “quante persone?” mi lasciava incredibilmente nervosa. Comunque il mio lavoro si rivelò un solo dire cose del genere. Dopo ripetere così tante volte, senza accorgermi erano diventata pure brava nel sorridere naturalmente. È tutto grazie al Bamiyan che oggi posso parlare e cantare davanti a un gruppo di persone... forse.
Anche se la divisa era una vestito pseudo-cinese, lo portavo volentieri, e proprio come ero solita trascurare [il codice di abbigliamento]. Ho indossato nastri enorme sulla mia testa, così il direttore e gli altri commessi  mi chiamavano "Ribbon-chan".

Un giorno portavo del ramen sul mio vassoio, come al solito. Era stato appena preparato ed era caldissimo. Il cliente era uno di quei tipi di ragazzi salaryman. “scusa per l'attesa” li ho detto dolcemente e in quel momento mentre appoggiavo sul tavolo mi è scivolato di mano e la ciotola grande cade...! e il ramen bollente cade sulle cosce del cliente!
“Ahhhh!”
“Eeeek, mi scusi!”
il quel momento ho pensato, “oh dio, e ora che devo fare?, il manager venne di corsa in contro al cliente con in mano un caldo asciugamano dicendo, “Signore sta bene?”
"Chiedo umilmente scusa per quanto è successo, ti preghiamo di perdonarci", ha detto il proprietario del negozio, scusandosi mentre asciugava i pantaloni del cliente con l'asciugamano. "Chiedo umilmente scusa, mi scuso sinceramente, mi scuso sinceramente, mi scuso sinceramente..."

"Si scusa così ..." Ho pensato  guardando il proprietario del negozio, ma se ci penso  tutto questo è colpa mia! Mi dispiace signor cliente e mi dispiace proprietario del negozio.
Il proprietario del negozio sembrava un uomo vecchio normale,  ma era una persona gentile e incredibilmente simpatica. "Dopo questo, stai più attenta!", Mi ha leggermente avvertito. Dicendo così ha lasciato una profonda impressione in me. Perché anche se  indossavo nastri grandi lui mi ha semplicemente detto : "Oh , sei così appariscente e alla moda " e fu grazioso da parte sua...a differenza di lui tutti gli altri proprietari erano piuttosto fastidiosi.

Era un lavoro part-time sia per gli studenti delle scuole superiore sia per gli  studenti universitari, e perciò i nostri rapporti erano un po' confusi. Tutto quello che parlavano era roba del tipo: "Lui e lei si stano frequentando”, oppure "è il suo ex-fidanzato".  E cose simile . Gli studenti universitari mi invitavano fuori dicendo: "Ribbon-chan, perché non viene a fare un giro con noi  la prossima volta?" Ho pensato,"Gross!" e ho fatto in modo di avere il meno possibile a che fare con loro.

Alle rigide e serie ragazze del college stavo antipatica anche senza motivo. Non importava quello che facesse, si sarebbero comunque lamentate. Dicevano cose banali come “Questo non si usa con la salsa di soya”. Anche se non c'era problema avevano sempre da dire sulle apparenze delle persone. Ad esempio “Huuuu?, è consentito indossare quel nastro enorme mentre si  lavora?”  Inoltre erano, sempre che potevano, attaccate al proprietario o ai commessi maschi dicendo “prossima volta, portami da qualche paaaarteee”

Le ragazze erano comunque molto carine anche senza nessun trucco “così è più carino” mi hanno detto in un modo eccessivamente familiare. Fatti gli affari tuoi!


Traduzione in italiano: http://ameblo.jp/syllmara/
Traduzione dall'inglese di http://kyarychan.tumblr.com/

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